Nel 2026 le banche centrali di tutto il mondo stanno comprando oro a un ritmo mai visto: il 45% degli istituti monetari intervistati dal World Gold Council prevede di aumentare le proprie riserve auree nei prossimi dodici mesi, la percentuale più alta mai registrata dalla survey. Per chi ha gioielli, monete o lingotti fermi in un cassetto, questo trend ha una conseguenza diretta: la domanda istituzionale sostiene il prezzo dell’oro fisico e rende il momento particolarmente favorevole per chi valuta di venderlo o di investirci una parte dei propri risparmi.
Perché le banche centrali comprano oro nel 2026?
La Central Bank Gold Reserves Survey 2026 del World Gold Council, condotta tra febbraio e maggio su 76 banche centrali (la partecipazione più alta dai nove anni in cui viene realizzata), fotografa un cambiamento strutturale nella gestione delle riserve mondiali. L’89% dei responsabili prevede che le riserve auree globali continueranno a crescere nei prossimi dodici mesi.
Negli ultimi quattro anni le banche centrali hanno acquistato in media 1.000 tonnellate d’oro all’anno, il doppio rispetto alle 500 tonnellate medie del decennio precedente. Le motivazioni indicate sono chiare: il 90% cita la tenuta dell’oro nelle fasi di crisi, l’84% lo considera una riserva di valore di lungo periodo e una protezione dall’inflazione, l’83% ne apprezza il beneficio di diversificazione del portafoglio. Il 74% degli intervistati si aspetta inoltre che la quota del dollaro nelle riserve globali si riduca nei prossimi cinque anni, proprio a favore dell’oro.
Cosa significa per chi vuole vendere oro adesso?
Una domanda istituzionale così sostenuta non è un dato astratto da bollettino finanziario: incide sul prezzo che si riceve portando un gioiello, una moneta o un lingotto in valutazione. Secondo i dati aggiornati de Il Sole 24 Ore, la quotazione dell’oro ha toccato i 121,06 euro al grammo, in crescita del 2,31% nella seduta di riferimento.
Nella nostra esperienza ventennale, i periodi in cui la domanda globale di oro fisico è più forte sono anche quelli in cui i clienti ottengono le valutazioni migliori per gioielli usati, monete da collezione e oro dentale. Ambrosiano Milano applica lo stesso principio delle banche centrali su scala privata: pesatura di precisione, verifica della purezza e un prezzo calcolato sulla quotazione del giorno, senza sorprese e senza impegno. Chi desidera una prima stima può rivolgersi alla nostra pagina Compro oro.
L’Italia tra i primi Paesi al mondo per riserve auree
L’Italia non è estranea a questa corsa all’oro istituzionale. Secondo i dati ufficiali della Banca d’Italia, il nostro Paese detiene 2.452 tonnellate d’oro, il quarto quantitativo più alto al mondo dopo la Federal Reserve statunitense, la Bundesbank tedesca e il Fondo Monetario Internazionale.
Il metallo è custodito in quattro sedi: circa il 44,86% resta in Italia, il 43,29% è depositato negli Stati Uniti, il 6,09% in Svizzera e il 5,76% nel Regno Unito. Una diversificazione geografica delle riserve che rispecchia, su scala nazionale, lo stesso principio di prudenza che dovrebbe guidare chiunque valuti l’oro fisico come parte del proprio patrimonio: non concentrare tutto in un solo bene, ma bilanciare.
Come diversificare i risparmi con l’oro fisico: i consigli di Ambrosiano Milano
Chi possiede oro da tempo, ereditato o acquistato in anni passati, si trova oggi in una posizione favorevole per farlo valutare. I criteri che utilizziamo per una stima corretta sono sempre gli stessi: caratura e punzonatura, peso netto al netto di pietre o cerniere, stato di conservazione per monete e oggetti da collezione, ed eventuali certificazioni per pezzi di pregio.
Ogni valutazione è gratuita e senza impegno: il cliente riceve una proposta trasparente, calcolata sulla quotazione ufficiale del giorno, e resta libero di accettare o rifiutare. Non è un caso che su Trustpilot Ambrosiano Milano mantenga un punteggio eccellente, frutto di anni di trasparenza nelle transazioni con i clienti milanesi e non solo.
In un contesto in cui le banche centrali di tutto il mondo scelgono l’oro come riserva di valore, farsi consigliare da chi opera nel settore da oltre vent’anni fa la differenza tra una vendita affrettata e una scelta consapevole. Per chi desidera anche solo un parere informativo, la nostra pagina Contatti è il punto di partenza più semplice.
Il messaggio che arriva dal report 2026 del World Gold Council è chiaro: l’oro resta l’asset di riferimento per chi gestisce riserve, pubbliche o private. Per chi ha gioielli, monete o lingotti da valutare, il contesto attuale unisce quotazioni sostenute e domanda robusta, due condizioni che raramente si presentano insieme con questa intensità.
Domande frequenti
Perché le banche centrali comprano così tanto oro nel 2026?
Secondo il World Gold Council, il 90% delle banche centrali cita la tenuta dell’oro durante le crisi, l’84% lo considera una riserva di valore contro l’inflazione e l’83% ne apprezza il beneficio di diversificazione rispetto al dollaro e ad altre valute.
Conviene vendere oro adesso vista la domanda delle banche centrali?
La domanda istituzionale sostiene le quotazioni, che a inizio agosto 2026 hanno superato i 121 euro al grammo. Non esiste un momento perfetto uguale per tutti, ma una valutazione gratuita presso Ambrosiano Milano permette di conoscere il valore reale dei propri oggetti prima di decidere.
Quanto oro possiede la Banca d’Italia?
La Banca d’Italia detiene 2.452 tonnellate d’oro, il quarto quantitativo più alto al mondo, custodito tra Italia, Stati Uniti, Svizzera e Regno Unito.
Come funziona la valutazione dell’oro da Ambrosiano Milano?
La valutazione è gratuita e senza impegno: verifichiamo caratura, peso e stato di conservazione, quindi proponiamo un prezzo trasparente calcolato sulla quotazione ufficiale del giorno.
È sicuro vendere gioielli o monete d’oro a un compro oro?
Sì, a condizione di rivolgersi a operatori registrati e trasparenti. Ambrosiano Milano opera da oltre vent’anni a Milano con procedure verificabili e un punteggio eccellente su Trustpilot.
