Da luglio 2025 le banche europee applicano le nuove regole di Basilea III sull’oro fisico, che classificano l’oro allocato come un asset a rischio zero, alla pari di contante e titoli di Stato. Per chi possiede oro fisico in casa — gioielli, monete, lingotti — questo cambiamento non è un dettaglio per addetti ai lavori: significa che le banche considerano il metallo prezioso fisico più sicuro e più ricercato che mai, un segnale che sostiene il valore di mercato di ciò che Lei conserva nel cassetto.
Che cosa cambia con Basilea III per l’oro allocato?
La distinzione tecnica è tra oro allocato, ossia lingotti e monete fisicamente detenuti e identificabili, e oro non allocato, un credito contabile verso una banca. Secondo il World Gold Council, l’oro allocato riceve una ponderazione del rischio dello 0% proprio perché non costituisce né un’attività né una passività della banca custode.
La LBMA ha però chiarito che questo non equivale ancora allo status di Level 1 HQLA (High Quality Liquid Asset): si tratta di due regole distinte, e nessun regolatore ha ancora annunciato quel passaggio. Resta il fatto che l’oro fisico gode già di un trattamento patrimoniale che nessun altro bene rifugio riceve.
Nella nostra esperienza ventennale, ogni volta che l’oro fisico guadagna terreno a livello istituzionale, cresce anche l’interesse per una valutazione dell’oro che le famiglie milanesi hanno ereditato o accumulato negli anni: il mercato che oggi premia le banche con requisiti più leggeri è lo stesso in cui Ambrosiano Milano opera da oltre vent’anni per chi desidera vendere.
Perché l’oro non allocato costa di più alle banche?
Il Net Stable Funding Ratio (NSFR) impone alle banche un fattore di Required Stable Funding dell’85% sull’oro non allocato iscritto a bilancio, contro lo 0% richiesto per l’oro allocato fuori bilancio. In pratica, detenere oro “di carta” è diventato molto più oneroso.
In Europa questo impianto è stato recepito con il Regolamento (UE) 2024/1623, la cosiddetta CRR3, che introduce anche un output floor al 72,5% dei requisiti calcolati con i modelli standardizzati — un limite pensato per ridurre la variabilità tra le ponderazioni di rischio delle diverse banche. Banca d’Italia segue l’attuazione graduale di queste riforme fin dalla loro finalizzazione.
Il risultato concreto è che banche e fondi si stanno spostando verso l’oro fisico allocato, riducendo l’esposizione ai contratti cartacei. Questo restringe l’offerta disponibile sul mercato dell’oro fisico da investimento e, di riflesso, rende più competitiva la domanda anche per l’oro proveniente da privati.
Quanto conta la domanda delle banche centrali?
Il World Gold Council ha rilevato che un record del 45% dei responsabili delle riserve intervistati prevede di aumentare le proprie riserve auree nei prossimi dodici mesi, su un campione record di 76 banche centrali. È il livello più alto mai registrato dall’inizio della rilevazione.
Questa domanda istituzionale si somma a un contesto di prezzo già elevato: il 29 settembre 2026 l’oro spot trattava a 4.143 dollari l’oncia, in aumento dello 0,67%. Ecco un confronto sintetico tra i due regimi normativi:
- Oro allocato (fisico): ponderazione del rischio 0%, asset Tier 1, non inciso dall’NSFR.
- Oro non allocato (carta): fattore RSF dell’85%, costo di bilancio elevato, esposizione soggetta all’output floor CRR3.
Per chi vende, il messaggio è semplice: la stessa fisicità che le banche oggi premiano è la caratteristica principale dei gioielli, delle monete e dei lingotti custoditi nelle case italiane.
Cosa significa in pratica per chi ha oro fisico in casa?
Una valutazione professionale parte sempre dalla pesatura in Sua presenza e dalla verifica dei titoli tramite saggio, per determinare con precisione il contenuto di oro puro di ogni pezzo. Ambrosiano Milano applica questo protocollo da oltre vent’anni a Milano, su gioielli, monete e lingotti di ogni provenienza.
I clienti che si sono già rivolti a noi lasciano recensioni con un punteggio eccellente su Trustpilot, un riscontro che consideriamo la conferma più concreta della trasparenza del nostro metodo di valutazione.
Con il contesto normativo e di mercato attuale, una verifica del valore reale di ciò che possiede è un passo semplice e senza impegno: può fissare un appuntamento e ricevere una stima trasparente prima di decidere come procedere.
Basilea III non cambia le regole del gioco per il privato, ma conferma che l’oro fisico resta un riferimento anche per gli operatori più regolamentati del sistema finanziario. È un contesto che vale la pena conoscere prima di qualsiasi decisione sul proprio oro.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra oro allocato e oro non allocato?
L’oro allocato è un lingotto o una moneta fisica, identificabile e di proprietà diretta di chi lo detiene. L’oro non allocato è invece un credito contabile verso una banca, che non corrisponde a un pezzo specifico custodito in un caveau.
Basilea III rende l’oro fisico equivalente al contante?
Lo rende un asset a rischio zero ai fini del calcolo patrimoniale delle banche, un trattamento vicino a quello di contante e titoli di Stato. Non equivale però ancora allo status di Level 1 HQLA, che segue una normativa distinta sulla liquidità.
Perché le banche centrali continuano a comprare oro?
Il World Gold Council indica diversificazione delle riserve e gestione del rischio geopolitico tra le motivazioni principali, con un record del 45% degli intervistati che prevede nuovi acquisti nei prossimi dodici mesi.
Conviene far valutare il proprio oro in questo momento?
Con la domanda istituzionale in crescita e prezzi elevati, una valutazione professionale permette di conoscere il valore reale di gioielli, monete o lingotti prima di qualsiasi decisione, senza alcun impegno.
Come avviene una valutazione presso Ambrosiano Milano?
Si basa su pesatura in presenza del cliente e verifica del titolo tramite saggio, con una stima trasparente comunicata subito dopo il controllo.
