Se ha in cassetto una catenina e un lingotto e si chiede se l’oro 18 carati valga quanto l’oro 24 carati, la risposta è no: a parità di peso, vale meno, perché contiene meno oro fino. Per sapere quanto meno, bisogna leggere il titolo impresso sull’oggetto, espresso in millesimi.
In questa guida Le spieghiamo come si leggono carati e millesimi, come si calcola il valore di un gioiello e quali errori evitare prima di venderlo.
Carati e millesimi: cosa indicano davvero
Il carato misura la purezza dell’oro su una scala da 1 a 24. L’oro a 24 carati è praticamente puro, con un titolo di 999 millesimi, mentre quello a 18 carati contiene 18 parti d’oro su 24, pari a 750 millesimi, cioè il 75%.
In Italia la legge prevede che il titolo del metallo prezioso sia espresso in millesimi e impresso sull’oggetto insieme al marchio di identificazione. Per l’oro i titoli legali sono 750, 585 e 375 millesimi; è ammesso anche qualunque titolo superiore a 750.
Significa che sul Suo gioiello troverà quasi sempre il numero 750, 585 o 375, accompagnato dal marchio del fabbricante. Sono i dati da cui parte ogni valutazione seria.
Quanto vale l’oro 18 carati rispetto a quello 24 carati?
Il valore intrinseco di un oggetto in oro dipende dal peso del metallo fino che contiene. Si ottiene moltiplicando il peso dell’oggetto per il titolo e per la quotazione dell’oro fino al momento della valutazione.
Un esempio con numeri semplici: una catena da 10 grammi in oro 18 carati contiene 7,5 grammi di oro fino, mentre un oggetto da 10 grammi a 24 carati ne contiene circa 10. È la quantità di oro fino a fare la differenza, non il peso totale riportato sulla bilancia.
| Titolo | Carati | Oro fino ogni 10 g |
|---|---|---|
| 999 | 24 | circa 10 g |
| 750 | 18 | 7,5 g |
| 585 | 14 | 5,85 g |
| 375 | 9 | 3,75 g |
Nella nostra esperienza ventennale a Milano, l’errore più frequente è confrontare due gioielli dal solo peso: due catene da 20 grammi, una a 18 e una a 9 carati, hanno valori molto diversi.
Come si calcola il valore del Suo gioiello
Una valutazione corretta segue passaggi precisi. Ecco quelli che applichiamo in Ambrosiano Milano.
1. Verifica del titolo
Si controlla il punzone e, quando serve, si esegue un saggio con strumenti professionali per confermare il titolo reale dell’oggetto.
2. Pesatura del solo oro
Pietre, smalti, chiusure in altro metallo e parti non auree vengono escluse dal peso su cui si calcola il valore del metallo.
3. Confronto con la quotazione
Il peso di oro fino viene moltiplicato per la quotazione del giorno. Chiedere di vedere questo calcolo, passo per passo, è un Suo diritto.
Se desidera una stima per i Suoi oggetti, può rivolgersi al nostro servizio compro oro: la valutazione è trasparente e viene spiegata voce per voce.
Perché oggi molti scelgono di far valutare i propri gioielli?
Secondo il World Gold Council, nel terzo trimestre del 2025 la domanda mondiale di gioielleria in oro è stata di 371,3 tonnellate, in calo del 19% su base annua, mentre il valore è salito del 13% a 41 miliardi di dollari. I prezzi elevati hanno quindi ridotto i volumi acquistati, ma l’oro ha continuato a pesare molto in valore.
Per chi possiede gioielli che non indossa più, il dato è un invito a informarsi: sapere che cosa si possiede, e quanto oro fino contiene, permette di decidere con calma se tenere o vendere.
Anche l’esperienza di chi si è già rivolto a noi conta: Ambrosiano Milano vanta un punteggio eccellente su Trustpilot, frutto di valutazioni spiegate con chiarezza e senza pressioni.
Un ultimo consiglio pratico: porti con sé tutti gli oggetti in oro, anche quelli rotti, spaiati o singoli come un orecchino senza la sua coppia. Il valore del metallo resta intatto e, valutandoli insieme, può farsi un’idea chiara del loro peso complessivo in oro fino.
Gli errori da evitare prima di vendere
Il primo errore è accettare una cifra senza conoscere titolo e peso del metallo fino. Il secondo è fermarsi alla prima offerta: confrontare più valutazioni è la regola più semplice per capire se il prezzo è corretto.
Il terzo è pulire o riparare l’oggetto prima di mostrarlo. Per un gioiello d’epoca o firmato il pregio può superare il valore del metallo, e un intervento sbagliato lo riduce.
In conclusione, 18 e 24 carati non sono intercambiabili: contano il titolo in millesimi e il peso dell’oro fino. Con questi due dati in mano, potrà valutare qualsiasi offerta con piena consapevolezza. Per un chiarimento, può anche contattarci.
Domande frequenti
Come capisco se il mio gioiello è in oro 18 carati?
Cerchi sul gioiello il numero 750, che indica 750 millesimi di oro fino, cioè 18 carati. Il numero è accompagnato dal marchio di identificazione del fabbricante. Se non trova alcuna indicazione, conviene far eseguire un saggio professionale.
L’oro 24 carati vale sempre di più di quello a 18 carati?
A parità di peso, l’oro 24 carati contiene più metallo fino e quindi ha un valore intrinseco maggiore. Il confronto corretto, però, riguarda il contenuto di oro fino, non il solo numero di carati.
Un gioiello con pietre o smalti vale meno?
Il valore dell’oro si calcola sul peso del solo metallo, al netto di pietre e parti non auree. Le pietre di qualità possono essere valutate a parte, così come l’eventuale pregio di un marchio o di un’epoca.
Devo portare documenti per far valutare i miei gioielli?
Per una prima valutazione è sufficiente portare il gioiello. Se possiede certificati, scatole originali o fatture d’acquisto, li porti con sé: possono aiutare a ricostruire la storia dell’oggetto.
