Il prezzo dell’oro è sceso di quasi il 30% dal record storico di gennaio 2026, eppure le banche centrali di tutto il mondo — Banca d’Italia compresa — continuano a comprarne in grandi quantità. È un paradosso solo apparente: per chi possiede oro fisico e si chiede se sia il momento di venderlo, capire perché le istituzioni monetarie non hanno smesso di accumularlo è la chiave per decidere con lucidità, non con l’emotività del titolo di giornale.

Quanto è sceso davvero il prezzo dell’oro nel 2026?

Il 29 gennaio 2026 l’oro ha toccato un massimo intraday di 5.595,47 dollari l’oncia. Da lì è iniziata una correzione che lo ha portato a 3.959,33 dollari il 24 giugno, una flessione di circa il 29% dal picco (World Gold Council). Il 16 luglio 2026 la quotazione spot si attestava a 4.029,30 dollari, in calo dello 0,77% rispetto alla seduta precedente (ANSA).

Numeri che spaventano se letti isolati, ma che vanno inquadrati: nella nostra esperienza ventennale, ogni fase di correzione dell’oro dopo un rally prolungato genera la stessa domanda da parte dei clienti che si presentano nella nostra sede di Milano con gioielli, lingotti o monete da valutare. Vendere adesso o aspettare? La risposta dipende da livelli storici, non dal titolo del giorno: anche dopo il calo, l’oro resta su valori nettamente superiori a quelli pre-2024.

Perché le banche centrali continuano a comprare oro?

Dal 2022 le banche centrali acquistano in media circa 1.000 tonnellate di oro all’anno, un ritmo che il World Gold Council conferma essere proseguito anche nella prima metà del 2026 nonostante alcune vendite tattiche nel primo trimestre (World Gold Council). Secondo l’ultima ricerca di J.P. Morgan, la Cina ha importato 317 tonnellate di oro nel solo primo trimestre 2026, con la banca centrale cinese che ha accelerato gli acquisti fino a 8 tonnellate in aprile come mossa strategica per ridurre l’esposizione al dollaro (J.P. Morgan Global Research).

Anche l’Italia partecipa a questa logica su scala nazionale: la Banca d’Italia detiene 2.452 tonnellate d’oro, quarta riserva aurea al mondo dopo Stati Uniti, Germania e Fondo Monetario Internazionale, custodita per il 44,86% a Roma e per il resto tra Stati Uniti, Svizzera e Regno Unito (Banca d’Italia). Un istituto che gestisce la stabilità finanziaria del Paese non compra oro per speculazione di breve periodo: lo fa come riserva di valore strutturale, la stessa logica che guida molti dei nostri clienti quando scelgono di investire in lingotti o monete d’oro anziché venderle tutte in un colpo solo.

Cosa prevedono le grandi banche per la seconda metà del 2026?

Le stime restano divergenti ma orientate al rialzo nel medio periodo. J.P. Morgan Global Research mantiene un obiettivo di 6.000 dollari l’oncia per il quarto trimestre 2026, con una possibile estensione a 6.300 dollari nel 2027, sostenuto dagli acquisti delle banche centrali e dalla domanda assicurativa cinese, dopo che alle compagnie assicurative del Paese è stato approvato l’investimento fino all’1% degli attivi in oro fisico, pari a circa 200 tonnellate potenziali (J.P. Morgan Global Research).

Il World Gold Council è più prudente nel breve termine, con uno scenario base di oro in oscillazione del ±5% attorno ai 4.100 dollari nella seconda metà del 2026, ma non esclude un ritorno verso i 4.500 dollari — o persino i 5.000 in presenza di shock geopolitici o un’inversione dei tassi della Federal Reserve (World Gold Council). Per chi possiede monete da investimento come Marenghi o Sterline, questa forbice di previsioni è un motivo in più per far valutare il proprio patrimonio da un professionista prima di decidere: scopra le nostre quotazioni aggiornate sulle monete d’oro.

Conviene vendere oro adesso o aspettare?

Non esiste una risposta unica, ma alcuni criteri aiutano a decidere con metodo. Primo: la correzione attuale è un riprezzamento fisiologico dopo un rally eccezionale, non un crollo strutturale — i fondamentali (acquisti record delle banche centrali, tensioni geopolitiche, incertezza sui tassi) restano intatti. Secondo: chi ha necessità di liquidità immediata non deve rincorrere il timing perfetto del mercato, perché anche ai livelli attuali l’oro resta storicamente elevato.

Terzo, e più importante: il valore reale di un gioiello, un lingotto o una moneta dipende da purezza, peso e stato di conservazione, non solo dalla quotazione del giorno. Nella nostra sede utilizziamo strumenti di analisi certificati per offrire una valutazione precisa e trasparente, in linea con gli standard richiesti dall’Organismo Agenti e Mediatori. Non a caso, i clienti che si affidano a noi ci lasciano un punteggio eccellente su Trustpilot, a conferma della serietà del servizio.

Se sta valutando se vendere il suo oro fisico, il momento giusto per informarsi è adesso, prima ancora di decidere: una valutazione gratuita non comporta alcun impegno. Visiti la nostra pagina dedicata a chi desidera vendere oro per conoscere il processo passo dopo passo.

Domande frequenti

Perché il prezzo dell’oro è sceso nel 2026?

Dopo il massimo storico di 5.595 dollari l’oncia raggiunto il 29 gennaio 2026, l’oro ha corretto per effetto di un dollaro più forte, aspettative di politica monetaria più restrittiva e alcune vendite tattiche di banche centrali nel primo trimestre. Al 16 luglio 2026 quotava 4.029,30 dollari.

Le banche centrali stanno vendendo o comprando oro?

Nel complesso continuano a comprare: dal 2022 acquistano in media circa 1.000 tonnellate l’anno, con la Cina che ha importato 317 tonnellate nel solo primo trimestre 2026. Alcune vendite tattiche isolate non hanno invertito la tendenza netta all’accumulo.

Quanto oro possiede la Banca d’Italia?

La Banca d’Italia detiene 2.452 tonnellate d’oro, la quarta riserva più grande al mondo dopo Stati Uniti, Germania e Fondo Monetario Internazionale, custodita in parte a Roma e in parte tra Stati Uniti, Svizzera e Regno Unito.

È un buon momento per vendere il proprio oro?

Dipende dalle esigenze personali di liquidità e dallo stato del proprio oro: anche dopo la correzione, i prezzi restano storicamente alti. La scelta migliore è richiedere una valutazione professionale gratuita per conoscere il valore reale prima di decidere.

Cosa prevedono gli analisti per la fine del 2026?

Le stime divergono: J.P. Morgan mantiene un obiettivo di 6.000 dollari l’oncia per il quarto trimestre, mentre il World Gold Council prevede uno scenario base più prudente attorno ai 4.100 dollari, con possibili rialzi verso 4.500-5.000 dollari in caso di nuovi shock geopolitici.

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