Nel giugno 2026, mentre il prezzo dell’oro si attesta intorno ai 4.165 dollari per oncia, le banche centrali di tutto il mondo continuano ad acquistare oro fisico a ritmi storicamente elevati. Nel solo primo trimestre 2026 hanno comprato 244 tonnellate nette, una cifra che quasi raddoppia la media annuale del decennio precedente. La domanda è inevitabile: perché le banche centrali comprano così tanto oro? E cosa significa per chi in Italia possiede gioielli, monete d’oro o lingotti?
Perché le banche centrali stanno acquistando oro nel 2026?
La risposta è strategica: diversificazione delle riserve e protezione geopolitica. Dopo le sanzioni imposte alla Russia nel 2022 — che hanno dimostrato come le riserve in dollari possano essere congelate — molti Paesi hanno accelerato la riduzione della dipendenza dalle valute fiat, primo fra tutti il dollaro statunitense. L’oro fisico non è passivo di nessuno Stato e non può essere bloccato da un decreto internazionale: una proprietà unica nel panorama degli asset di riserva.
Secondo un sondaggio del World Gold Council pubblicato a marzo 2026, il 68% delle banche centrali mondiali prevede di aumentare le proprie riserve auree entro fine anno. Goldman Sachs stima che gli acquisti medi mensili raggiungeranno le 60 tonnellate nel 2026, più del doppio rispetto alle previsioni precedenti di 29 tonnellate al mese — una revisione al rialzo che fotografa la forza della domanda strutturale sul mercato dell’oro.
I principali driver degli acquisti sono tre. Il primo è la protezione dai sequestri internazionali: le riserve in oro custodite fisicamente in banca centrale non possono essere congelate con sanzioni. Il secondo è la diversificazione valutaria, riducendo l’esposizione ai Treasury USA e al dollaro. Il terzo sono i timori legati alla sostenibilità del debito pubblico occidentale, che spinge molte banche centrali emergenti verso ancoraggi più stabili. Questi fattori non sono transitori ma strutturali.
I numeri del 2026: chi acquista e quante tonnellate
I dati più aggiornati del World Gold Council mostrano che le banche centrali hanno ripreso gli acquisti ad aprile 2026 con 19 tonnellate nette, dopo una breve pausa a marzo. La Polonia guida la classifica con 45 tonnellate acquistate nei primi quattro mesi del 2026, portando le riserve totali a 595 tonnellate — circa il 30% delle proprie riserve valutarie complessive. Un posizionamento significativo in un momento di instabilità geopolitica europea.
La Cina ha aggiunto 8 tonnellate ad aprile, il dato mensile più elevato da dicembre 2024, portando le riserve ufficiali a 2.322 tonnellate (9% delle riserve totali) e allungando a 18 mesi la striscia di acquisti consecutivi. La Repubblica Ceca ha raggiunto il 38° mese consecutivo di acquisti con riserve arrivate a 79 tonnellate. Anche l’Uzbekistan, pur con vendite occasionali, mantiene un saldo acquisti anno su anno di 24 tonnellate.
Nel 2025, a livello globale, le banche centrali hanno comprato 863 tonnellate di oro — quasi il doppio della media annuale 2010–2021 di 473 tonnellate. Si tratta di un segnale strutturale che non può essere ignorato: l’oro è tornato al centro della politica monetaria internazionale, con effetti diretti sulla quotazione spot che ogni valutatore professionale deve tenere in considerazione.
Come gli acquisti delle banche centrali influenzano il prezzo dell’oro?
Il meccanismo è diretto: quando soggetti istituzionali con capacità di acquisto pressoché illimitata entrano stabilmente nel mercato, creano quello che gli analisti definiscono un “price floor” strutturale — un pavimento di prezzo al di sotto del quale la pressione di vendita incontra sempre una domanda robusta. Questo è esattamente il quadro del mercato aurifero nel 2026.
Metals Focus, autorevole istituto di ricerca sui metalli preziosi, prevede un prezzo medio dell’oro di 4.920 dollari per oncia sull’intero 2026. Goldman Sachs ha alzato il proprio target di fine anno a 5.400 dollari per oncia, mentre JPMorgan si spinge fino a 6.000 dollari. Questi obiettivi non riflettono speculazione pura, ma la proiezione di una domanda istituzionale che si consolida mese dopo mese.
Degno di nota è anche il cambiamento nelle componenti della domanda globale: nel 2026, per la prima volta, gli investimenti fisici in oro (lingotti e monete) supereranno la gioielleria come principale categoria di domanda a livello mondiale, con una crescita prevista del 15% anno su anno. Un segnale coerente con la filosofia delle banche centrali: l’oro fisico, tangibile e non replicabile digitalmente, è l’asset di riserva per eccellenza.
Cosa significa per chi possiede oro in Italia
In questa nostra esperienza ventennale nel settore dell’oro e dei metalli preziosi a Milano, raramente abbiamo incontrato un contesto macroeconomico così favorevole per chi desidera valorizzare il proprio oro fisico. Che si tratti di gioielli di famiglia, monete d’oro come il Marengo o la Sterlina, oppure di lingotti — il prezzo spot elevato si traduce direttamente in valutazioni più generose.
Come si calcola il valore dell’oro fisico in base al prezzo spot
Il prezzo spot dell’oro viene aggiornato due volte al giorno attraverso il fixing LBMA di Londra, espresso in dollari per oncia troy. In fase di perizia, Ambrosiano Milano converte questo prezzo in euro al grammo, applica la percentuale di purezza del metallo (titolo in carati o millesimi) e calcola il valore intrinseco del pezzo. Il processo è completamente trasparente: mostriamo ogni passaggio del calcolo.
Le banche centrali non acquistano gioielli direttamente, ma la loro domanda sostenuta fa salire il prezzo spot che è la base di ogni valutazione al dettaglio. Con il 68% delle banche centrali intenzionato ad acquistare ancora oro nel 2026, chi possiede oro fisico ha di fronte una finestra di mercato storicamente favorevole. Se Lei desidera ricevere una valutazione professionale, può contattare Ambrosiano Milano attraverso la nostra pagina compro oro oppure visitarci nella nostra sede nel cuore di Milano.
I nostri clienti ci riconoscono un punteggio eccellente su Trustpilot, a conferma della trasparenza e della competenza che Ambrosiano Milano mette in ogni perizia. In oltre vent’anni di attività, abbiamo valutato migliaia di pezzi per privati, studi notarili e legali: un riferimento consolidato nel panorama milanese dei metalli preziosi.
Domande frequenti
Perché le banche centrali comprano oro invece di tenere dollari?
Per ridurre la dipendenza dalle valute fiat e proteggersi da rischi geopolitici come le sanzioni internazionali. Dopo il congelamento delle riserve russe nel 2022, molti Paesi hanno accelerato la diversificazione verso l’oro fisico, che non è passivo di nessuno Stato e non può essere bloccato da decreti internazionali.
Quante tonnellate di oro hanno acquistato le banche centrali nel 2026?
Nel primo trimestre 2026 le banche centrali hanno acquistato 244 tonnellate nette, con la Polonia in testa (45 tonnellate nei primi quattro mesi) e la Cina con 8 tonnellate soltanto ad aprile. In aprile sono tornate agli acquisti per 19 tonnellate nette dopo una pausa a marzo. Il totale 2025 era 863 tonnellate, quasi il doppio della media storica 2010–2021.
Gli acquisti delle banche centrali fanno salire il prezzo che ricevo per il mio oro?
Sì, indirettamente. La forte domanda istituzionale sostiene il prezzo spot dell’oro, che è la base di calcolo per le valutazioni al dettaglio. Un prezzo spot elevato si traduce in valutazioni più generose per gioielli, monete e lingotti portati in perizia.
Qual è il prezzo previsto dell’oro per fine 2026?
Goldman Sachs prevede 5.400 dollari per oncia a fine 2026, JPMorgan ha indicato un target fino a 6.000 dollari, mentre Metals Focus stima un prezzo medio annuale di 4.920 dollari. Sono previsioni, non certezze, ma convergono tutte su un mercato favorevole per chi possiede oro fisico.