Se ha in casa argenteria di famiglia, monete o lingotti e si chiede se convenga venderli adesso, oppure se stia valutando di investire in argento per la prima volta, la risposta dipende da un dato preciso: a fine settembre 2026 l’oncia di argento tratta intorno ai 64 dollari, un livello storicamente molto elevato nonostante la correzione delle ultime settimane.
In questo articolo Ambrosiano Milano analizza perché il prezzo resta così alto, quali sono i costi reali dell’acquisto di argento fisico rispetto alla vendita di quello che già possiede, e come funziona una valutazione professionale.
Quanto vale l’argento oggi, a settembre 2026?
Il 24 settembre 2026 l’argento spot quotava 64,57 dollari l’oncia, in calo dello 0,59% nella giornata, mentre l’oro restava stabile a 4.319 dollari l’oncia (Geagency).
Pochi mesi prima, a dicembre 2025, l’argento aveva toccato un massimo storico di 69,45 dollari l’oncia, la performance annuale migliore dal 1979, spinta da tagli dei tassi Fed attesi, tensioni geopolitiche e acquisti record delle banche centrali (MilanoFinanza).
Perché il prezzo dell’argento resta così alto: il deficit del 2026
Il mercato dell’argento è entrato nel sesto anno consecutivo di deficit strutturale: secondo il Silver Institute, nel 2026 il divario tra domanda e offerta raggiungerà 46,3 milioni di once, in aumento del 15% rispetto all’anno precedente, sostenuto soprattutto dalla domanda di investimento fisico (Silver Institute).
Nella nostra esperienza ventennale, questi cicli di scarsità fisica sono proprio i momenti in cui più clienti ci chiedono una doppia valutazione: quanto costerebbe comprare oggi, e quanto varrebbe invece vendere l’argento che hanno già in un cassetto.
Meglio comprare argento fisico o vendere quello che possiede già?
Comprare argento fisico oggi significa pagare il prezzo spot più un premio di coniazione o lavorazione, a cui si aggiunge l’IVA al 22%: a differenza dell’oro da investimento, esente IVA, l’argento fisico (lingotti, verghe, monete) è sempre soggetto a imposta piena al momento dell’acquisto (Oregold).
Chi possiede già argenteria, monete o lingotti ereditati parte quindi da un vantaggio: non deve sostenere quel costo d’ingresso, e con la quotazione attuale può ottenere una valutazione più alta rispetto a un anno fa. Se sta valutando questa strada, può richiedere una valutazione gratuita dell’argento presso Ambrosiano Milano, senza alcun impegno.
Se invece desidera acquistare argento come investimento, calcoli sempre il costo totale (premio più IVA) e verifichi che il venditore rilasci fattura: senza documentazione, l’eventuale plusvalenza futura sarà tassata sull’intero corrispettivo e non solo sul guadagno.
Lingotti, monete o ETF: quale forma di argento scegliere?
Chi acquista argento fisico (lingotti o monete) detiene il metallo materialmente, ma deve considerare custodia, assicurazione e lo spread tra prezzo di acquisto e di rivendita. Gli ETC replicano invece il prezzo dell’argento con costi di gestione più contenuti, ma senza possesso diretto del metallo e con un rischio emittente, mitigato dalla replica fisica in caveau (Investing.com Academy).
Dal punto di vista fiscale, la plusvalenza realizzata sulla vendita di argento fisico allo stato grezzo o monetato è tassata al 26%, in base all’articolo 67 del TUIR, la stessa aliquota applicata ad altri redditi finanziari (Fiscomania).
Per chi cerca liquidità immediata, senza vincoli di custodia o commissioni annue, la vendita diretta di argenteria, posate, vassoi o monete resta spesso l’opzione più semplice e trasparente.
Come funziona la valutazione dell’argento da Ambrosiano Milano
Da oltre vent’anni Ambrosiano Milano valuta e acquista argento fisico: argenteria antica, posate, vassoi, monete da collezione e lingotti. Ogni pezzo viene analizzato dai nostri esperti con strumenti professionali per verificarne titolo e peso reale, alla presenza del cliente.
Il processo richiede pochi minuti: si parte da un test non invasivo per stabilire il titolo (spesso 800 o 925 millesimi per l’argenteria, variabile per monete e lingotti), si pesa il pezzo al netto di eventuali parti non in argento, e si applica la quotazione internazionale del giorno per arrivare a una proposta chiara e motivata.
Il prezzo proposto è sempre agganciato alla quotazione internazionale del giorno, senza commissioni nascoste. Su Trustpilot, Ambrosiano Milano registra un punteggio eccellente, a conferma della trasparenza riconosciuta dai clienti nel tempo.
Per chi non ha ancora deciso se vendere o attendere, un consiglio pratico: la quotazione può muoversi anche del 2-3% in poche sedute, quindi una valutazione gratuita oggi non impegna a nulla, ma offre un punto di riferimento concreto per decidere con calma. Può inoltre consultare la pagina contatti per fissare un incontro in sede.
Domande frequenti
Conviene comprare argento adesso, con il prezzo così alto?
Dipende dall’orizzonte temporale: il deficit strutturale previsto dal Silver Institute per il 2026 supporta i prezzi nel medio termine, ma nel breve periodo l’argento resta molto volatile. Chi acquista dovrebbe considerare l’IVA al 22% come parte del costo reale.
Quanto vale al grammo l’argenteria di famiglia?
Dipende dal titolo, spesso 800 o 925 millesimi, e dal peso netto del metallo puro, non dal peso lordo dell’oggetto. Una valutazione professionale con strumenti di analisi è l’unico modo per avere una cifra affidabile.
Le monete d’argento antiche si valutano come il metallo?
No: le monete con valore numismatico, per rarità, conservazione o tiratura, possono valere più del solo contenuto d’argento. Per questo ogni moneta va valutata singolarmente da un esperto prima di stabilire un prezzo.
Serve un appuntamento per la valutazione?
No, può presentarsi direttamente in sede con l’argento da valutare. La valutazione è gratuita, immediata e senza alcun impegno all’acquisto.
Come vengono tassati i guadagni sulla vendita di argento?
Se l’argento è allo stato grezzo o monetato ed è stato acquistato con fattura, la plusvalenza è tassata al 26% solo sul guadagno netto. Senza documentazione d’acquisto, l’imposta si applica sull’intero corrispettivo incassato.
