Mundys e Getlink: quando il capitale istituzionale sceglie gli asset fisici
Il 24 aprile 2026, Mundys — il gruppo infrastrutturale italiano controllato da Edizione (famiglia Benetton) con Blackstone come secondo azionista — ha esercitato il diritto di acquisire il 29,9% dei diritti di voto in Getlink SE, il gestore del Tunnel della Manica, portando la propria quota al 25% del capitale. Un’operazione da circa 2,5 miliardi di euro su un’infrastruttura considerata tra gli asset più stabili d’Europa.
La domanda che ogni risparmiatore attento dovrebbe porsi è: cosa segnala questo movimento al mercato? Quando i grandi capitali cercano riparo dalla volatilità azionaria, scelgono asset fisici con flussi prevedibili e scarsa correlazione con i mercati finanziari. L’oro, nel 2025-2026, ha già risposto con 53 nuovi massimi storici nel solo 2025, secondo il World Gold Council — e il trend non si è fermato.
Perché il deal Mundys-Getlink riguarda anche chi investe in oro
Il Tunnel della Manica è un’infrastruttura monopolistica: non replicabile, con flussi di cassa stabili e una protezione strutturale dall’inflazione. Questo è esattamente il profilo rischio-rendimento che rende l’oro fisico attraente come riserva di valore per il risparmiatore privato: un bene tangibile, non riproducibile, con domanda globale sostenuta.
Quando Edizione — una delle più grandi holding familiari italiane — e Blackstone — il più grande gestore di asset alternativi al mondo — investono circa €1 miliardo in una nuova tranche di un asset fisico, il segnale è inequivocabile: la fuga dalla volatilità verso i beni tangibili è in corso. Come abbiamo analizzato parlando di UniCredit, Commerzbank e i segnali per chi investe in oro, le grandi operazioni finanziarie europee indicano il posizionamento dei capitali con mesi di anticipo rispetto alle notizie di mercato.
In questo contesto, Ambrosiano Milano — con oltre vent’anni di esperienza nella compravendita di oro, argento, diamanti, monete e orologi di lusso — registra un aumento significativo delle richieste di valutazione da parte di chi cerca di convertire gioielli di famiglia o asset liquidi in riserva di valore concreta.
Quanto vale l’oro al grammo in Italia oggi e perché il 2026 è un anno record
Al 24 aprile 2026, il prezzo dell’oro si attesta intorno a €129,72 per grammo, secondo le quotazioni in tempo reale di Il Sole 24 Ore Mercati. In dollari, l’oncia ha superato i $5.000 nel corso del 2026, con le previsioni di JP Morgan che indicano $5.200–$5.300 entro fine anno.
La domanda globale di barre e monete fisiche ha raggiunto 1.374 tonnellate nel 2025 — il livello più alto in dodici anni — secondo il Gold Demand Trends Full Year 2025 del World Gold Council. L’Italia detiene 2.452 tonnellate di riserve auree statali, tra le prime quattro al mondo: un dato che riflette la fiducia storica del Paese verso questo asset. Per comprendere come si calcola il valore dell’oro in base alla sua forma fisica, può consultare anche il nostro approfondimento su quanto vale l’oro grezzo nel 2026.
Chi valuta oggi di vendere oro o gioielli si trova in una posizione di mercato favorevole. Nella nostra esperienza ventennale, molti clienti scoprono al momento della valutazione di detenere un patrimonio significativamente più alto di quanto stimato. Se desidera conoscere il valore reale dei Suoi preziosi, offriamo una valutazione gratuita e senza impegno.
Monete d’oro, lingotti o gioielli: quale forma di investimento conviene nel 2026?
Non tutti gli asset in oro si equivalgono. Le differenze pratiche che osserviamo ogni giorno nella compravendita sono significative.
- Lingotti da investimento (100g, 250g, 500g): massima liquidità, IVA zero sull’oro da investimento, nessun costo di manifattura da assorbire. La forma più efficiente di accumulo per chi vuole esposizione pura al metallo.
- Monete da investimento: un Krugerrand da 1 oncia vale oggi circa €4.030, un Marengo italiano circa €753. Godono di un mercato secondario liquido e vengono valutate con margini migliori rispetto ai gioielli, perché titolo e peso sono standardizzati e verificabili in pochi secondi. Consulti le nostre quotazioni aggiornate nella pagina compro monete.
- Gioielli in oro: incorporano un costo di manifattura non recuperabile alla rivendita. Vengono valutati sul contenuto metallico effettivo, non sul prezzo d’acquisto originale — un elemento che spesso sorprende chi si avvicina per la prima volta a una valutazione.
Sull’argento, una considerazione importante: a differenza dell’oro da investimento (IVA 0%), l’argento fisico al dettaglio sconta una IVA del 22% in Italia. L’acquirente deve recuperare almeno il 22% di rialzo del prezzo prima di raggiungere il break-even — un fattore che riduce sensibilmente la convenienza rispetto all’oro per il risparmiatore retail.
Le regole che deve conoscere per comprare e vendere oro in Italia nel 2026
Dal 17 aprile 2025, il registro degli operatori in oro è gestito dall’OAM (Organismo Agenti e Mediatori) tramite il nuovo Registro OPO, introdotto dal D.Lgs. 211/2024. Prima di qualsiasi operazione, verifichi che l’operatore sia iscritto su oam.it: chi acquista o vende oro a soggetti non registrati non ha garanzie di conformità antiriciclaggio.
La Circolare UIF n. 8/2025, in vigore dal 1° luglio 2025, ha introdotto una norma rilevante: per operazioni d’oro pari o superiori a €500, il pagamento in contanti è vietato. L’operatore è obbligato a utilizzare strumenti tracciabili — bonifico, assegno o carta. Chi riceve contanti su importi superiori può segnalare l’irregolarità direttamente all’UIF. Le informazioni fiscali e normative qui riportate hanno carattere generale e non costituiscono consulenza professionale.
I nostri clienti su Trustpilot ci riconoscono un punteggio eccellente, confermando la trasparenza e la professionalità che da oltre vent’anni contraddistinguono ogni valutazione di Ambrosiano Milano.
Il deal Mundys-Getlink è un promemoria utile: i capitali più sofisticati del mondo continuano a scegliere asset fisici non replicabili. L’oro è l’equivalente accessibile al risparmiatore privato di ciò che il Tunnel della Manica rappresenta per i grandi fondi. Il momento per valutare il proprio patrimonio in preziosi non è mai stato più opportuno.
Domande frequenti
Quanto vale l’oro al grammo oggi in Italia e conviene vendere?
Al 24 aprile 2026 il prezzo dell’oro si attesta intorno a €129,72 per grammo (fonte: Il Sole 24 Ore Mercati). Con il prezzo ai massimi storici, chi detiene oro fisico si trova in una posizione favorevole per vendere. È consigliabile richiedere valutazioni da almeno due o tre operatori iscritti al Registro OPO per confrontare le offerte, che possono variare anche del 10-15%.
Se vendo i miei gioielli d’oro, mi pagano in contanti?
Per importi pari o superiori a €500, il pagamento in contanti è vietato per legge (Circolare UIF n. 8/2025, in vigore dal 1° luglio 2025). L’operatore deve utilizzare strumenti tracciabili come bonifico, assegno o carta. Al di sotto dei €500 è ancora possibile ricevere contanti per il residuo.
Le monete d’oro come il Marengo o il Krugerrand sono un buon investimento nel 2026?
Sì, le monete d’oro da investimento godono di IVA zero in Italia e hanno un mercato secondario liquido. Un Krugerrand da 1 oncia vale oggi circa €4.030, un Marengo italiano circa €753. Rispetto ai gioielli, le monete standard vengono valutate con margini migliori perché il titolo e il peso sono verificabili immediatamente.
Ho un brillante da 1 carato: quanto vale oggi rispetto a 5 anni fa?
Il mercato dei diamanti naturali è in calo dal 2022 per la concorrenza dei sintetici lab-grown. Secondo il Rapaport Diamond Price Index, i brillanti da 1 carato di qualità D-H SI hanno perso circa il 24,1% nel 2025. Le pietre sopra 1,20 carati tengono meglio il valore; i tagli inferiori subiscono le perdite maggiori.
Ho un Rolex usato: è meglio venderlo adesso o aspettare?
Il mercato secondario degli orologi di lusso ha chiuso il 2025 con un +4,9%, il primo anno positivo dal 2022 secondo WatchCharts. Il mercato si è stabilizzato ma non è in fase speculativa: Rolex e Patek Philippe restano i brand con la migliore liquidità sul secondario. Chi vuole vendere oggi trova prezzi più prevedibili rispetto al periodo speculativo del 2022.